Ogni lavoratore che esce di casa ha diritto di tornarci. Da questa certezza, troppo spesso tradita, deve partire ogni discorso sulla sicurezza. Nei cantieri e nelle cave della Toscana, gli incidenti continuano a spezzare vite e a lasciare ferite permanenti. Per cambiare bisogna intervenire sull’organizzazione del lavoro, rendere effettive le regole e costruire una cultura della prevenzione che cominci nelle scuole.
Le dinamiche si ripetono: cadute dall’alto, crolli negli scavi, investimenti da parte dei mezzi di cantiere. Le tragedie del lapideo, a Carrara, ci ricordano quanto sia urgente questo impegno. Definire tutto una fatalità non aiuta a capire che cosa sia mancato prima: protezioni, formazione, controlli, responsabilità. La sicurezza si costruisce quando si decide come lavorare, con quali tempi e con quali strumenti. Dopo un incidente, l’indignazione non può restituire ciò che si è perso.
Come Filca Cisl abbiamo investito, attraverso la contrattazione e gli enti bilaterali, in una rete di competenze: Casse edili, Scuole edili, Comitati paritetici territoriali e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale. Questo patrimonio deve arrivare in ogni cantiere e tradursi in comportamenti quotidiani. La prevenzione non può dipendere dalla sensibilità del singolo o essere sacrificata alla fretta e al risparmio.
Qualificare le imprese è altrettanto decisivo. A due anni dall’entrata in vigore, il primo ottobre 2024, la patente a crediti rappresenta un punto di partenza da rafforzare e perfezionare.
Insieme al Durc e alla congruità, deve contribuire a contrastare l’irregolarità e a tutelare chi rispetta i contratti e investe nel lavoro sicuro. Un’impresa responsabile non deve subire la concorrenza di chi riduce i costi scaricando i rischi sulle persone. In Toscana, i protocolli sottoscritti nel 2025 con l’Inail regionale sulla formazione e con la Regione sulla sicurezza negli appalti pubblici hanno aperto spazi di collaborazione. La nuova intesa tra Regione e Inail conferma questa direzione. Ora occorre un impegno che dia continuità agli accordi e li trasformi in iniziative concrete.
Proponiamo un percorso regionale nelle scuole superiori, con Scuole edili, Comitati paritetici territoriali, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e Inail. Portiamo nelle classi l’esperienza dei cantieri: spieghiamo come riconoscere un pericolo, quali diritti e doveri accompagnano il lavoro, perché una protezione non è mai un ostacolo. Unire il sapere al saper fare significa preparare i ragazzi a comprendere il mondo nel quale entreranno.
La formazione dovrà poi accompagnarli per tutta la vita professionale: l’esperienza non rende invulnerabili e la fiducia in sé non sostituisce la conoscenza dei rischi. Ma cominciare presto è decisivo. Inserire la sicurezza nei percorsi scolastici significa insegnare il valore della vita e di quella degli altri. I bambini di oggi saranno i lavoratori di domani: proteggerli è una responsabilità che abbiamo adesso.
Simona Riccio. Segretario regionale Filca Cisl Toscana
Articolo pubblicato sul quotidiano “La Nazione” di giovedì 1 ottobre 2026.



